Pablo Echaurren

Sebbene porti un nome non italiano, Pablo Echaurren è nato nel 1951 a Roma, dove attualmente lavora.
Sullo sfondo dell’ultima pop art, dell’arte povera, del minimalismo e del concettuale, nei primi anni settanta egli ha messo a punto una propria cifra stilistica, in grado di dialogare anche al di là del mondo dell’arte. Da allora la sua produzione si è sviluppata all’insegna della contaminazione fra generi, fra alto e basso, arte e arti applicate. Ne discende un’idea dell’artista come artefice e inventore a tutto campo, indifferente agli steccati e alle gerarchie che solitamente tendono a comprimere la creatività.
Il suo percorso pittorico va dai primi acquerelli e smalti minimalisti alle tele degli anni ottanta e novanta, in cui s’incrociano richiami all’immaginario fumettistico e al graffitismo, riferimenti alle avanguardie storiche e il ricordo della pop art, fino alla produzione più recente, che mescola interferenze dei cartoon e figure radicate nella cultura popolare, tra il gotico e il precolombiano.
Inoltre Pablo Echaurren ha pubblicato diversi pamphlet (tra cui Il suicidio dell’arte, 2001), romanzi sul mondo dell’arte contemporanea ( come Delitto d’autore, 2003; L’invasione degli astratti, 2004) e ha svolto un intenso lavoro ‘applicato’, lasciando il proprio segno su copertine di libri, illustrazioni per giornali, fumetti, pubblicità, manifesti, copertine di dischi e Cd, orologi, francobolli, in un andirivieni tra underground e overground.
E’ del 2004 la mostra antologica Pablo Echaurren. Dagli anni settanta a oggi, a cura di Fabio Benzi, Gianluca Marziani e Federica Pirani (Catalogo Gallucci), che il Comune di Roma ha voluto dedicargli.